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120 anni storia socialista

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120 anni di storia socialista - 17 maggio 2013 - GALLERIA FOTO

120 ANNI DI STORIA SOCIALISTA Un commento di Alessia Potecchi

Un libro che ripercorre in maniera intelligente ed insolita la storia dei 120 anni del Partito Socialista Italiano senza nessun amarcord o spirito puramente nostalgico ma con la volontà di mostrare e testimoniare delle tematiche e dei passaggi importanti che sono stati fondamentali per la storia del nostro paese e che hanno sicuramente lasciato un segno indelebile che non si vuole smarrire ma che potrebbe essere di aiuto alla politica di oggi.

E’ gloriosa la storia del PSI. Il più antico partito italiano che nasce a Genova nel 1892 con caratteristiche uniche, muove infatti i suoi primi passi non dalla fabbrica ma dalle organizzazioni delle masse contadine, prende piede tra il bracciantato misero e sfruttato delle campagne della Pianura Padana. Con il PSI i deboli diventano “persone” e grazie all’organizzazione del partito riescono a difendersi, trovano il coraggio di protestare e di riunirsi, la dignità diventa la conquista irrinunciabile. In una società dove l’alfabetismo è scarsamente diffuso, dove prevalgono l’ignoranza, la superstizione e la partecipazione al voto che esclude le donne è limitata per censo e cultura, il PSI unifica l’Italia dal punto di vista politico con una forte caratterizzazione sociale, rafforza la democrazia allargando la partecipazione delle masse popolari alla vita del paese.

Alla fine della prima guerra mondiale lo scenario è mutato, il paese è diverso, il PSI con Turati e Buozzi capiscono che non si può rimanere all’opposizione, sanno che bisogna governare e ritengono opportuno aprire un dialogo e un confronto con Giolitti e il partito Popolare; la strategia è chiara ma è disarticolata la situazione del PSI. La rivoluzione russa ha una grossa influenza e il PSI si divide nel 1921 con una scissione a sinistra che porta alla nascita del PCI, nel 1947 la scissione avverrà a destra con la nascita del PSLI di Saragat.

I socialisti combattono da protagonisti il fascismo, Giacomo Matteotti ucciso dalle squadre fasciste nel 1924 è il simbolo di questa lotta e il voto alle donne nel 46’ e la stessa Repubblica portano la firma di Pietro Nenni. Allo stesso modo negli anni 70’ e 80’ troviamo dei traguardi importanti e storici, i diritti per il mondo del lavoro, la riforma agraria, il diritto all’istruzione pubblica gratuita, il divorzio, le riforma decisive per guardare sempre di più all’Europa come punto di riferimento appartengono all’azione politica del riformismo socialista.

In queste circostanze il partito si affida ad un nuovo corso con la segreteria di Craxi e una nuova classe dirigente. Viene così inaugurata una nuova stagione dove la “governabilità” del partito diventa la parola d’ordine. I primi anni 50’ Della Repubblica avevano visto il PSI crescere anche grazie a quella elites di intellettuali che erano insofferenti per l’immobilismo delle 2 principali parti politiche : quella cattolica e quella comunista e si sforzavano di trovare un nuovo percorso di riforma e modernizzazione della società italiana. Con Craxi si inaugura cosi’ una nuova prospettiva un nuovo corso non soltanto caratterizzato da un’offensiva culturale ma soprattutto da un’offensiva politica. Ecco alcune azioni significative : il sostegno al cancelliere Schmidt per l’installazione degli euro missili, l’iniziativa per salvare Moro che aggrega intorno al PSI un vasto consenso anche se non sufficiente, l’elezione di Pertini alla Presidenza della Repubblica, la decisione del Consiglio europeo importante premessa per gli accordi di Mastricht del 1991, il decreto sulla scala mobile confermato dal referendum del 1985 promosso dal PCI e ancora la revisione del Concordato.

Bellissima ed interessante la seconda parte del libro che in maniera molto originale è dedicata alla comunicazione e propaganda del PSI dal 1892 al 1992. Le immagini, i manifesti, e le copertine pubblicate che si riferiscono alle campagne elettorali, ai congressi, alle ricorrenze, alle campagne di informazione e partecipazione del partito sono raccolte con una grande cura a parlano da sole. Ci raccontano anno dopo anno l’evoluzione della comunicazione del Partito Socialista, sono immagini che trasmettono i sogni, le speranze, la vita stessa di un movimento politico, una raccolta che ci pone davanti al cambiamento e all’evolversi dei tempie ci fa capire come fin dalla sua nascita per il PSI la propaganda sia stata la sua forza.

Interessante l’evoluzione del linguaggio socialista, nel libro ci viene descritto come all’inizio nelle campagne e nel mondo rurale vi fosse addirittura un grande uso di termini ripresi direttamente dal Cristianesimo : missione, catechismo, conversione, avvento del socialismo che per molti era una nuova religione, un cristianesimo dei poveri. Gli artisti che dipingono bandiere, manifesti, stampe e giornali sono spinti da una profonda vena educatrice e hanno una grande preoccupazione di non essere compresi dalla base a cui si rivolgono a causa della arretratezza culturale. Si sottolinea ancora come nella iconografia socialista è molto presente la figura femminile simbolo di utopia, idealità, fede nell’avvenire e nel lavoro.

Il carattere contadino dell’Italia del primo 900’ ci fa comprendere l’uso di immagini riconducibili alla natura, alle piante e agli animali; l’uso del garofano rosso, che veniva distribuito nelle manifestazioni, era molto diffuso e definito il fiore dei lavoratori. Il rinnovamento socialista degli anni 80’ trova nel garofano il suo simbolo per eccellenza come richiamo alle origini. Con la segreteria di Craxi la sezione stampa e propaganda diventa una vera e propria agenzia di comunicazione, Craxi segue personalmente ogni campagna di comunicazione e lo farò anche quando sarà Presidente del Consiglio. E’ un dato oggettivo riconosciuto : nessun partito in Italia è stato così attento a diffondere il proprio patrimonio iconografico come il PSI, la tradizione storica di questo partito ha contribuito alla formazione dei contenuti comunicativi del PSI degli anni 80’ : cioè di sottolineare l’esistenza di una sinistra riformista che decenni di dogmatismo massimalista non erano riusciti a cancellare. Faceva parte della comunicazione in questa fase di rinnovamento anche l’uso di primi piani del leader, ed è con la campagna elettorale del 1983 che l’immagine del segretario compare su tutti i manifesti con il famoso slogan “l’ottimismo della volontà” , così l’Italia si avvicina a quanto in Europa accadeva già da tempo con la visualizzazione del volto dei propri leaders nelle varie campagne elettorali e comunicative.

Infine l’ultima parte del testo è dedicata in parte alla raccolta di documenti interessanti da scorrere sui congressi, le elezioni con i nomi dei vari eletti tra le file del PSI e i vari dirigenti che si sono susseguiti dalla nascita del partito. Viene citata Anna Kulischof che in un articolo su “Critica Sociale” del 1910 affronta con passione ed intelligenza la questione del salario femminile e del voto per le donne che viene visto come una potente arma per la propria emancipazione economica e sociale e ancora Giacomo Brodolini, uno dei padri dello Statuto dei Lavoratori, che ha straordinariamente saputo tradurre il suo impegno politico in realizzazioni, colpito da una grave malattia, è rimasto fino all’ultimo al suo posto di Ministro del Lavoro per portare a termine la stesura e la successiva approvazione dello Statuto.

Dunque un libro molto bello che ci parla di una storia importante con passione, certo in questa storia non sono mancate le ombre, chi non ne ha, e la caduta e lo scioglimento del PSI hanno coinciso con la nascita della seconda Repubblica, quale è il risultato di questo passaggio? Ai giorni nostri i partiti hanno una credibilità che sfiora a mala pena il 6% e il nostro paese ogni giorno combatte contro la crisi e la disoccupazione dilagante e la politica vive una corruzione fortissima al suo interno che non fa appassionare ed impegnare nuovi giovani e risorse, ancora abbiamo dovuto affidarci ad un Governo Tecnico per non precipitare nel baratro.

Ben venga dunque questa memoria che ci aiuta a non dimenticare persone e battaglie che coraggiosamente da socialisti sono state portate avanti e che hanno tanto giovato alla crescita e allo sviluppo del nostro paese e grazie agli autori perchè leggendo questo libro chi viene da una certa storia non può non emozionarsi come da molto tempo la politica e il suo impegno penso non ne abbiano dato occasione.

Alessia Potecchi


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